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INTRODUZIONE ALLA REALTÀ, ECCO COS'È L'EDUCAZIONE
Memos
 
2011
Sep
20
Imparare a sorprendersi per sorprendersi ad imparare
Il primo giorno di scuola al Liceo
Da sempre il primo giorno di scuola segna una traccia, indica una direzione del percorso che si farà durante l'anno.
Per questo al Liceo i ragazzi e i docenti hanno incontrato il prof. Marco Traini, ordinario di Fisica all'Università di Trento, che ha raccontato, e dimostrato, che solo se ci si stupisce si può dire di avere capito veramente. Da qui nasce una conseguenza sorprendente: ciò che si è imparato in questo modo può essere usato per incidere sulla realtà, diventandone così protagonisti.
Una prospettiva davvero grande che aiuta a ritornare tra i banchi con minore scontatezza.


Alla prima ora inoltre, primini sono stati ricevuti dalla Preside Elena Ugolini. Riportiamo, qui di seguito, un suo commento a questa giornata pubblicato sulla Rubrica Dialoghi tra i Banchi de' Il Resto del Carlino:

"Iniziare l’anno scolastico guardando in faccia i ragazzi che si affacciano alla prima superiore è straordinario. Da tempo ormai nella mia scuola, la prima ora di lezione la facciamo insieme con tutte le sezioni, chiedendo a qualcuno dei ragazzi più grandi di raccontare la propria esperienza. Ogni anno gli occhi dei “primini” dimostrano che questa è la chiave gusta per entrare in rapporto loro e per avviare una fase decisiva della loro vita. Vedere qualcuno un po’ più grande di loro che racconta di sé, li aiuta ad iniziare avendo in mente delle facce, un ‘esperienza vissuta, non appena dei libri o dei programmi. Le storie dei ragazzi sono diverse, ma ogni anno sorprendono: "Mi chiamo Jacopo, inizio oggi il mio secondo anno di Liceo Linguistico e vengo da Ravenna. Ripensare alla mia esperienza vuol dire ripensare a quel che mi è accaduto l’anno scorso e al motivo per cui ho
deciso di continuare la scuola a Bologna. Mentre facevo la terza media sono venuto all’incontro di presentazione e mi sono stupito di una cosa che mi stupisce ancora: il rapporto di gratuità fra alunno ed insegnante raccontato da studenti e prof. I miei genitori hanno preso sul serio questo mio interesse e mi sono iscritto. Vi confesso che la preside e i prof hanno cercato di farmi desistere perché era un passo impegnativo, ma non ho mollato perché volevo venire in questa scuola. Io non conoscevo proprio nessuno, ma piano piano, nel tempo, mettendoci del mio, ho cominciato a fare amicizia. Alle medie avevo cambiato tutti i prof di matematica e non mi interessava proprio. La vedevo come una materia da fare. Qui la prof mi ha coinvolto e ho capito che le regole non vanno citate e basta, ma serve osservarle e ragionarci sopra. Anche se a volte mi intestardisco perché penso di avere ragione, lei prende sul serio le mie domande e quando mi blocco, mi fa arrivare alla questione in altri modi”. Perché può valer la pena far tanta strada per andare a scuola? Perché uno che ha scelto il linguistico parla bene della matematica ? Che cosa vuol dire gratuità? Le storie dei ragazzi sono diverse, ma ogni anno sorprendono. Sono racconti che prima ancora di colpire i primini, commuovono gli insegnanti che le ascoltano e fanno capire la bellezza del nostro lavoro. I ragazzi sono come i figli. Raramente fanno vedere quello che pensano e, quando accade, si può rimanere spiazzati, come è accaduto a me questa mattina e come sarà accaduto a tanti altri docenti in tante altre scuole. Questa mattina."