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INTRODUZIONE ALLA REALTÀ, ECCO COS'È L'EDUCAZIONE
Memos
 
2010
Sep
15
E' iniziato il nuovo anno con Paolo Cevoli
Note dal primo giorno di scuola al Liceo
Cominciare l’anno scolastico con Paolo Cevoli è stata una grande idea. Nessuno dei ragazzi se l’aspettava e, dopo che lo hanno visto, nessuno pensava di sentire quello che poi avrebbe ascoltato.
Paolo ama stupire e giocare in contropiede.
E’ sempre contento.
Di quella positività intelligente di chi sa che la vita, tutta la vita, è un grande regalo.
Ed è così, con pochi discorsi “regolarmente scorretti” che, come per miracolo, riesce a dire ai ragazzi e agli insegnanti quello che avrei desiderato sentire dire nel giorno più importante dell’anno: il primo. Racconta della pensione Cinzia di Riccione, delle estati passate a fare il cameriere: “E' il mestiere più nobile. E’ quello che ti fa assomigliare di più a Dio perché ha come scopo servire chi hai davanti, per farlo contento. E’ un mestiere come quello del comico o dell’insegnante, si gioca tutto nel presente.
Non si può vivere di rendita. Non si può dire , ho già fatto ridere quelli di ieri sera…”.
Racconta degli anni da imprenditore nel campo della ristorazione e dell’inizio di Zelig, il suo trampolino di lancio come comico: “Avevo sempre detto delle stupidaggini fin da piccolo, avevo sempre fatto ridere tutti e avevo sempre pensato che se il Signore mi aveva fatto nascere così pataca ci doveva essere un motivo. Ho dovuto aspettare la tenera età di 43 anni perché Gino e Michele mi scoprissero. Dopo il primo successo, alla domanda su che cosa avrei dovuto fare per diventare un bravo comico mi hanno risposto tre cose: primo avere talento; secondo lavorare sodo; terzo avere una grande capacità di rapporto, perchè da soli, senza maestri, non si va da nessuna parte. Nel tempo ho capito che sono io il mio talento. Quello che sono lo posso tenere nascosto sotto un sasso oppure lo posso spendere …“.
E racconta di Valentino Rossi il dottore ... delle ore di palestra, del tempo dedicato a migliorare la moto, della sua capacità di imparare e conclude in modo magistrale: “Né il talento, né la capacità di lavoro, né la capacità di rapporto te li dai da solo, sono un regalo. Io sto imparando ad essere aperto, a farmi colpire da tutto.
Alla vostra età voi potete essere naturalmente aperti, curiosi. Siatelo ! ”