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INTRODUZIONE ALLA REALTÀ, ECCO COS'È L'EDUCAZIONE
 
2020
Apr
16
La scuola ai tempi del coronavirus
le interviste a Elena Ugolini in questo momento di grande prova


In un momento così eccezionale chi "fa scuola" si domanda quale sia la strada migliore per continuare il proprio lavoro e cerca di fare delle scelte che preservino tutto il valore dell'esperienza scolastica.
Qui di seguito gli interventi di Elena Ugolini sui diversi mass media.



Domenica 26 aprile 2020

La preside Elena Ugolini racconta il dialogo tra il Cardinale e gli studenti dei Licei Malpighi che si è svolto lo scorso 8 aprile.



Bologna 7 - Un dialogo aperto per riuscire a capire




Venerdì 24 aprile 2020

La preside interviene nella trasmissione La città ne parla di RAI Radio 3.








Mercoledì 15 aprile 2020

Il desiderio di mantenere il contatto con i propri studenti, la scoperta che si può gustare una lezione anche se live, la decisione degli insegnanti di rivoluzionare il loro lavoro per usare al meglio la tecnologia e rendere le lezioni adeguate a tutti gli studenti, la discriminazione che le 800.00 famiglie delle scuole paritarie stanno subendo in questo momento di emergenza...



Francesco Spada di TvBologna.it dialoga con Elena Ugolini sulle scelte delle Scuole Malpighi per affrontare questi giorni e sui tanti problemi che emergono nel fare scuola in un periodo così drammatico.







Venerdì 10 aprile 2020

Intervista di Tempi.it








Sabato 4 aprile 2020

Il Quotidiano Nazionale ha chiesto alla preside Elena Ugolini di raccontare questa prima esperienza di didattica a distanza, divenuta modalità unica per poter proseguire l'anno scolastico.


"Disciplinati, attenti, responsabilizzati:la risposta dei nostri alunni ci insegna che la didattica a distanza, se fatta bene, è uno strumento importantissimo per il futuro». La pandemia portata dal Covid-19 sta cambiando la vita di tutti, ma chi pensava che l’istruzione ne avrebbe subito drammatiche conseguenze e pesanti ferite dovrà in parte ricredersi:
l’e-learning funziona. A insegnarcelo – questa volta –sono i ragazzi stessi...

La didattica on line si sta rivelando un salvagente in un periodo tragico, per non perdere ore di lezione preziose e continuare la formazione dei nostri ragazzi. Lei che li sente quasi quotidianamente, che risposta sta vedendo?

«Incredibile, a dir poco. Siamo veramente stupiti dal riscontro che stiamo avendo dagli studenti: siamo partiti subito dal 24 febbraio, quando è esplosa l’emergenza, e in una settimana eravamo già pronti con le lezioni ‘live’. È come se fossimo entrati nelle loro case per riportare la realtà: lo hanno capito subito». In che modo? «Gli studenti sentono la mancanza di quello a cui sono abituati almeno da quando hanno sei anni, come se da un giorno all’altro si smettesse di respirare...

C’è chi dice che i giovani siano sempre più dipendenti dalla tecnologia come automi, ma l’essere nativi digitali li aiuta anche nell’apprendimento?
«Chiaro che parliamo di cose diverse, tra usare uno smartphone e seguire lezioni da casa. Eppure sembra scattato in loro un meccanismo di risposta: potersi confrontare sulla meccanica quantistica, leggere insieme una poesia in video, osservare un dipinto fa capire che la storia, la cultura, la realtà vanno oltre il drammatico periodo in cui ci siamo ritrovati. Abbiamo anche dato vita a un blog sul nostro sito con testi, disegni e racconti per avere dei feedback diretti: tutti testimoniano il funzionamento della didattica a distanza....

In un mondo sempre più digitale, il rapporto con i docenti resta però fondamentale?
«Assolutamente, la relazione educativa è un pilastro. Anche solo la possibilità di confrontarsi con adulti che non siano i propri genitori, aiuta i giovani ad approcciare la pandemia con un’emotività e una maturità diverse. Una cosa è certa: ne usciranno più forti e cresciuti».



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